Sburocrazia
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Esaurito Il linguaggio burocratico italiano tra astrusità e comicità più o meno involontarie. L’Italiano crede di parlar bene parlando molto. E di scrivere bene scrivendo molto. Anche la nostra letteratura si è adeguata, supplendo spesso alla mancanza di vera ispirazione e vena poetica con l’ipertrofia dei periodi: le stelle erano dette “zecchini ardenti della Banca del Cielo” o “le chiare facelle delle esequie del giorno”; mentre il sole diveniva “un boia che con la scure taglia il collo delle ombre”. Perchè meravigliarsi dunque, se nel linguaggio dei burocrati troviamo perle come “scopo della procedura è quello di fornire informazioni atte a consentire una efficace gestione della fattispecie”, oppure l’irresistibile “perciò tale avviso preliminare dovrà indicare chiaramente che esso viene effettuato a semplice titolo informativo e senza responsabilità per la banca avvisante”. Milioni di frasi che vivono di vita propria senza alcun senso logico, si avvitano, si attorcigliano, ci avviluppano sfidando il senso del ridicolo e lasciandoci stupiti, annichiliti, impotenti. Senza raggiungere il loro obiettivo: spiegarci che cosa fare o non fare. Autore Amedeo Benedetti |
