La commemorazione di Rosanna nel Palazzo del Senato a Roma

Cronaca del dibattito con parlamentari, sindacalisti, amici della Benzi e con l’autore del volume appena pubblicato da AbaLibri.

di Gianfranco Sansalone

«Rosanna Benzi a vent’anni dalla scomparsa: quale futuro per gli “altri”? La straordinaria esistenza della donna che visse nel polmone d’acciaio»: l’incontro di martedì 7 giugno a Roma, organizzato da AbaLibri e dall’Associazione “Gli Altri” nel palazzo Bologna del Senato, voleva con questo titolo ricordare non solo la protagonista di un’avventura umana unica e la sua opera, ma anche che il popolo dei deboli, dei disabili, degli emarginati, c’è sempre ed è sempre più numeroso.

È andate bene. Nonostante qualche defezione di deputati impegnati alla Camera in un tour de force di votazioni, di senatori occupati in sedute di commissioni (durante il viaggio sui nostri cellulari è stato un continuo di sms di scuse). Nonostante lo sciopero dei tassisti che ha fatto arrivare anche noi in ritardo di mezz’ora all’appuntamento. Bravissima e applauditissima l’attrice Susanna Marcomeni, che ha aperto e chiuso l’incontro con la lettura (l’interpretazione) di alcuni brani tratti dal “Vizio di vivere” e da “Girotondo in una stanza”: il rapporto di Rosanna con il polmone d’acciaio, con i bambini, con l’amore e il sesso, le sue riflessioni sulla vita e la morte, la profonda amicizia con Gianni Rivera, il Rosanna-pensiero su una miriade di argomenti diversi. Il dibattito – durante il quale è stato presentato il libro “Il mondo di Rosanna Benzi 1948- 1991” – è stato condotto e stimolato dalle puntuali e spesso pungenti domande del giornalista parlamentare del Tg1 Giorgio Balzoni, che da ognuno dei relatori ha saputo far uscire risposte di prospettiva.

Così la sen. Fiorenza Bassoli, della commissione Igiene e Sanità del Senato: «È necessario che il sistema sanitario italiano si adegui ai cambiamenti avvenuti nella società. Quante persone sono colpite da malattie invalidanti e, come Rosanna, devono curarsi per tutta la vita? La nostra sanità è ferma al 2001 e la politica può fare molto per riorganizzare i servizi, per ripensare un sistema che vada incontro alle esigenze delle fasce più esposte e bisognose di assistenza continua!»

E all’assessore alla cultura di Genova, Andrea Ranieri (in rappresentanza del sindaco Marta Vincenzi impegnata in consiglio comunale): «Rosanna Benzi in quegli anni è stata un personaggio al centro dell’attenzione e spesso scomodo: quanto ai politici danno fastidio i personaggi scomodi?»

«Dipende – ha risposto Ranieri – dai personaggi. Io in quel periodo lavoravo nel sindacato ed ero amico di Rosanna, la quale a sua volta era il mito di un grande sindacalista come Bruno Trentin. Ricordandola credo sia giusto parlare di “diritto alla vita”, perché è di questo che si è occupata per tutta la sua esistenza». Poi ha affermato che il Comune di Genova si impegnerà perché il libro venga diffuso nelle scuole e l’opera di Rosanna venga conosciuta dai giovani.

Danilo Barbi, segretario nazionale della Cgil, ha sottolineato come l’autobiografia di Rosanna Benzi – “Il vizio di vivere” – quando è uscita è stata molto usata nelle scuole (lui lavorava appunto nella Cgil-scuola) come testo di pedagogia dell’handicap, e come sia ancora adesso attualissima anche nell’ambito del sistema dei diritti sociali e civili: «Rosanna ha promosso un grande dibattito anche su uguaglianza e lavoro e quando lei insisteva per la cultura dei diritti e lo stato sociale premeva su un tasto fondamentale». Dai libri della Benzi – ha aggiunto suscitando la commozione del pubblico – ho personalmente imparato molto sulla disabilità, ma quando mi sono confrontato da vicino con questo problema per un’esperienza familiare, ho capito fino in fondo non solo il suo messaggio, ma anche il valore di quello che ha fatto nel corso della sua difficile esistenza.

Ivano Bosco, segretario della Camera del lavoro di Genova: «Rosanna diceva che il lavoro era una base fondamentale per tutti, e considerare che una persona come lei, che viveva dentro una macchina, che non aveva mai avuto un’attività, rapporti con datori di lavoro, colleghi, non aveva mai provato sulla sua pelle questa “base”, e avesse capito così profondamente tutti i “valori” dell’occupazione, è davvero stupefacente. Nel frattempo la nostra società, in questi anni ha invece perso la cultura del lavoro. Si è parlato di lei come senatrice a vita: me la immagino in questo Senato, dove una parlamentare disabile è stata insultata per la sua disabilità! Penso se fosse successo a lei… Intanto la situazione per chi soffre sta peggiorando. La Regione Liguria ha annunciato che a causa dei tagli alla finanziaria, le persone con diritto ad assegno di mantenimento sono passate da 6 mila a 3 mila, perché superano il reddito di 10 mila euro l’anno! Le domande di invalidità inevase sono 35 mila: quando saranno evase quanti saranno morti nel frattempo? Anche noi siamo impegnati a portare questo libro fra i giovani, nelle scuole».

Giovanni Rivera, ex capitano del Milan e della Nazionale Italiana, amico di Rosanna di cui lei era accesissima fan: «Avesse potuto sarebbe venuta a Milanello a seguire gli allenamenti, ci avrebbe seguiti a San Siro, sarebbe scesa anche in campo con noi. Appena l’ho conosciuta ho capito chi era e com’era e che camminava anche se non poteva camminare. Più che una stanza di ospedale la sua era una camera d’albergo, dove riceveva tutti. Lei parlava di handicap e usava questo termine senza problemi. Siamo noi che abbiamo usato sinonimi considerandolo indelicato e quasi offensivo, e questo dimostra che i problemi li abbiamo noi. Io spero davvero che – come hanno detto alcuni – si riesca a diffondere questo libro nelle scuole: i giovani hanno bisogno di esempi come quelli di Rosanna. Se è riuscita a coinvolgere un’organizzazione come la Cgil, vuol dire che aveva uno spirito garibaldino, giusto. E se era un mito per un uomo come Trentin, vuol dire che mandava messaggi positivi, che non possono essere lasciati cadere. I tagli alla finanziaria hanno comportato sicuramente conseguenze negative sul sistema sociale. I politici a volte agiscono secondo logiche legate più a interessi di parte che al benessere dei cittadini. Io ho sempre sognato un sindaco che vinca le elezioni e si organizzi per perdere le prossime. Nel senso che governi la città risolvendo i problemi scontentando i cittadini, senza preoccuparsi di essere rieletto. Perché quando si toccano problemi come il traffico, la spazzatura, l’inquinamento, i parcheggi, è inevitabile essere impopolari. Ma è meglio farsi dei nemici ma rendere un servizio a tutti piuttosto che adottare mezze misure che non servono a nulla».

Balzoni a Saverio Paffumi, giornalista e curatore del “Mondo di Rosanna”, che contiene fra l’altro i due libri che negli anni ’80 hanno scritto assieme: «Cosa succedeva quando Rosanna crollava?» Paffumi: «Immagino che anche lei, nonostante la sua vitalità e il suo spirito, avesse dei momenti di crollo. A me non è mai capitato di vederla in una situazione simile. Le prime volte in cui ci incontravamo per scrivere “Il vizio di vivere” avevo io una sensazione di disagio per via del polmone, poi lentamente ho cominciato a non accorgermi più della macchina. C’era il mio rapporto con lei, c’era la sua personalità che faceva dimenticare tutto, che rendeva molto semplice e piacevole conversare, affrontare qualunque argomento. Io penso che il rapporto con l’handicap ci tocca e ci migliora. La ghettizzazione invece nasce dalla paura e dal fastidio e non porta da nessuna parte, non è costruttiva. Nell’occasione del ventesimo anno della sua scomparsa ringrazio AbaLibri che ha accettato con coraggio di rieditare i due libri che ho scritto con Rosanna in una nuova edizione arricchita con una gallerie di interviste ed interventi inediti. Fare editoria oggi è difficile, a maggior ragione per una piccola casa editrice, ma io spero che questo coraggio, ma soprattutto la voglia di diffondere le idee e l’opera di Rosanna – che hanno rappresentato la vera spinta ideale che ha portato alla realizzazione di questo volume – venga premiata. Sono vent’anni che Rosanna non c’è più, ma quello che ha lasciato è ancora di un’attualità stringente e può aiutare molte persone malate, ma può essere una guida per giovani, insegnanti, amministratori, operatori sanitari. La sua è stata una vita straordinaria e un’esperienza che vale la pena di conoscere».

2 Comments

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